Il mistero del trattato di Tordesillas: i portoghesi conoscevano già il Brasile?

Mappa che mostra le due linee nell’Atlantico, del 1493 e del 1494

Di: Giorgio Enrico Cavallo

I portoghesi conoscevano già le coste del Brasile prima della scoperta dell’America da parte di Colombo? È un quesito affascinante, tanto più se si pensa che furono proprio i portoghesi a chiedere che, con il trattato di Tordesillas, si stabilisse una linea di divisione delle nuove terre scoperte più favorevole al Portogallo, rispetto alla linea tracciata in precedenza dal papa Alessandro VI. Tale spostamento della linea (detta raya) avrebbe fatto rientrare il Brasile nell’area soggetta alla sfera di influenza portoghese.

Il trattato di Tordesillas fu firmato il 7 giugno 1494, nemmeno due anni dopo l’ufficiale scoperta dell’America del 12 ottobre 1492 e meno di un anno e mezzo dopo il ritorno di Colombo dal Nuovo Mondo (inizio marzo 1493). Se davvero i monarchi europei fossero stati convinti – come lo sarebbe stato Colombo – che l’America era in realtà una propaggine dell’Asia, perché stipulare un trattato che divideva il mondo in un duopolio tra il Portogallo e la Spagna? L’Asia non era forse soggetta – sempre secondo quanto avrebbero creduto gli europei di fine Quattrocento – alla dominazione del Gran Khan? Perché, dunque, tracciare una linea a caso in mezzo ad un oceano sconosciuto?

Per capire qualcosa di più, è bene ricordare come si giunse a questo famoso trattato e perché. Nel maggio 1493 papa Alessandro VI (eletto l’11 agosto 1492) aveva stabilito con la bolla Inter Caetera che tutte le terre ad ovest del meridiano posto a 100 leghe dalle Isole di Capo Verde fossero assegnate alla Spagna. Secondo quanto stabilito dal papa, tutto il continente americano sarebbe stato assoggettato ai re cattolici Ferdinando ed Isabella. Non sorprenderà scoprire che Alessandro VI Borgia fosse di origine catalana, esponente di una famiglia potentissima e dalle risorse finanziarie pressoché illimitate. Rodrigo de Borja – questo il vero nome del pontefice – aveva già tentato la scalata al potere otto anni prima, ma gli era andata male: era stato eletto il genovese Giovanni Battista Cybo, papa Innocenzo VIII. Ci riprovò nel conclave del 1492 corrompendo i (pochi) cardinali convenuti. Una coincidenza strana: proprio nel momento in cui la Spagna si apprestava a rivendicare le terre oltreoceano, a Roma sedeva un pontefice di origine spagnola che, con celerità sorprendente, il 4 maggio 1493, appena due mesi dopo il ritorno di Colombo in Europa (a inizio marzo) già assegnava ai re cattolici di Spagna il dominio sulle nuove terre.

Appare evidente che dietro la bolla del papa ci fosse un leggerissimo conflitto di interessi. Il Portogallo, fatti i dovuti calcoli, comprese che la raya tracciata a 100 leghe dalle isole di Capo Verde lo avrebbe escluso dai giochi. Ma come faceva a saperlo? Re Giovanni II di Portogallo chiese che si giungesse ad un trattato tra le due potenze, con il fine di rivedere la raya: i due paesi stipularono dunque il trattato di Tordesillas il 7 giugno 1494, con il quale tracciavano la linea nord-sud a 340 leghe ad ovest delle isole di Capo Verde.

Cosa avrebbe guadagnato il Portogallo a chiedere uno spostamento ad ovest, senza nemmeno sapere cosa c’era in quell’oceano sconosciuto? Vi è chi suggerisce che, invece, i portoghesi erano a conoscenza delle coste del Brasile: una scoperta tenuta nel più stretto segreto dai lusitani, che non intendevano dividere quanto scoperto con altre potenze, prima di tutto con la Spagna. L’ipotesi è affascinante e, letta con i sospetti osservati in precedenza, può apparire verosimile. Ruggero Marino cita, a tal proposito, una lettera che sarebbe stata trovata nel 1956 a firma di un tal Estevan Frois, portoghese, liberato nel 1513 dagli spagnoli dai quali era stato arrestato perché approdato in terre non appartenenti al Portogallo. Egli avrebbe risposto che, in realtà, quelle terre erano state scoperte ed occupate dai portoghesi almeno trent’anni prima, attorno al 1485[1].

Amerigo Vespucci

Altri indizi sembrano da tempo indicare che la presunta scoperta dell’America del 1492 sia stata un’operazione studiata a tavolino, ben più complessa del casuale approdo di Colombo che riteneva di essere giunto in Asia (Leggi l’approfondimento in questo articolo di Altrastoria.it). C’è, ad esempio, una mappa all’apparenza “impossibile”: quella dell’ammiraglio turco Piri Reis che, nel 1513, tracciò i perfetti confini del Sud America e – forse – perfino quelli dell’Antartide. Il Sud America sarebbe stato costeggiato per la prima volta da Vespucci nel suo terzo viaggio del 1501-1504. Nessuno era ancora giunto in Antartide, che sarebbe stata avvistata solo nel 1820. Quale spedizione si spinse mai così a sud? L’interrogativo è ancora senza risposta.

 

Note

[1] R. Marino, L’uomo che superò i confini del mondo, vita e viaggi di Cristoforo Colombo, l’eroe che dovrebbe essere santo, Sperling & Kupfer, 2010, p. 92.

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