Costantino cattolico? Un pregiudizio illuminista

l’imperatore Costantino

Di: Alfredo Incollingo

L’imperatore Costantino è spesso presentato come un cattolico tradizionalista ante litteram. Dopo aver concesso la libertà di culto ai cristiani, si prodigò per sostenere politicamente e economicamente la Chiesa Cattolica a danno di tutte le altre religioni dell’impero. Purtroppo, ed è un dato evidente a tutti, la storiografia antica è pregna di pregiudizi successivi (spesso illuministi), che hanno alterato alle volte la ricostruzione degli eventi.

Dopo la battaglia di Ponte Milvio, il 28 ottobre 312, la storia intraprese un nuovo corso. Costantino aveva vinto il suo rivale Massenzio ed entrava da vincitore a Roma. L’anno successivo, insieme a Licinio, imperatore romano d’Oriente, promulgò l’editto di Milano: con questo atto si riconosceva la libertà di culto a tutte le religioni. Da quel momento, i cristiani furono liberi di professare la propria fede e di diffondere il Vangelo alle genti.

Siamo abituati agli strali post-illuministi che biasimano la (presunta) politica filo-cattolica di Costantino. Nei pressi dell’Anfiteatro Flavio o Colosseo, a Roma, vi è un arco di trionfo. Venne fatto costruire dall’imperatore dopo aver sconfitto Massenzio, ma se lo studiamo da vicino e con attenzione ci accorgeremo di un particolare: nelle scene che raccontano la battaglia di Ponte Milvio non c’è nessun simbolo cristiano. La divinità è anonima. Molti hanno sollevato il dubbio sulla veridicità della visione costantiniana, ma il senso di questa scelta va ricercato nella politica religiosa dell’imperatore. Pur sostenendo la nascita della Chiesa Cattolica, non prese mai una netta posizione a favore dei cattolici: dovendo governare un impero ancora multireligioso, sarebbe stato azzardato dichiarare pubblicamente la propria fede causando ulteriori tensioni. Ciò spiega l’assenza di riferimenti cristiani nei bassorilievi dell’arco di trionfo di Costantino. Inoltre, come racconta il suo biografo, il vescovo ariano Eusebio di Cesarea, pur professandosi cristiano non accettò il battesimo per tutto il suo regno. Si fece battezzare in punto di morte per mano di Eusedio nel 394, entrando nei fatti nella chiesa ariana. Un Costantinino tutt’altro che fanatico cattolico!

 

Bibliografia:

P. Veyne, Quando l’Europa divenne cristiana (312 – 394). Costantino, la conversione, l’impero, Garzanti, 2008

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