La bufala del concilio di Macôn: la Chiesa non dubitò dell’anima delle donne

Di: Giorgio Enrico Cavallo

Ci fu un momento in cui la Chiesa dubitò che le donne avessero un’anima? In definitiva: la Chiesa ha mai dubitato che le donne fossero esseri umani? Se diamo retta al luogo comune, sì: ci fu anche un concilio (quello di Macôn del 585 d.C.) nel quale i dotti luminari dell’epoca discussero dell’argomento.

Tale leggenda è entrata diffusamente nel luogo comune, tant’è che cercando su internet si trovano diversi siti che ancora la propongono quale indiscussa verità storica. L’unica cosa vera, nella leggenda del concilio di Macôn, è la sua invenzione a tavolino, particolarmente utile negli ambienti atei ed anticlericali del Settecento francese, che sono colpevoli di questa e di molte altre “bufale” storiche contro la Chiesa Cattolica. Il metodo era il seguente: ricostruire la storia dando grande risalto a documenti storici “inediti”, risalenti ad epoche remote, con poche possibilità per gli storici di allora di reperire il materiale atto a sconfessare le tesi degli illuministi.

Andiamo con ordine. Secondo la leggenda, il papa avrebbe indetto il concilio di Macôn per dirimere una discussione particolarmente accesa nella Chiesa Cattolica: quella circa l’anima delle donne. Nei primi secoli, in sostanza, i cristiani si sarebbero divisi sulla possibilità che la donna avesse, o meno, l’anima. La leggenda non ci dice come finì la discussione, se a favore o contro: ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma basta lo stesso fatto che Santa Romana Chiesa abbia dovuto indire un concilio per discutere dell’argomento per screditarla di fronte al mondo.

In realtà, a Macôn non si parlò assolutamente dell’anima della donna; e tantomeno si può definire quello di Macôn un concilio ecumenico. Fu, invece, un sinodo provinciale, riunito nell’anno di grazia 585 dal vescovo Prisco di Lione per discutere alcune tematiche di carattere generale. Forse, l’esistenza di questo sinodo non sarebbe nemmeno venuta alla conoscenza del vasto pubblico se Gregorio di Tours (Historia Francorum, 8, 20) non ne avesse parlato; e, narrando di questo evento, il cronista evidenziò una discussione lessicale: era giusto utilizzare il termine homines anche per le donne (mulieres)? «Extetit enim in hac synodo quidam ex episcopis, qui dicebat, mulierem hominem non posse vocitare». Insomma: era una semplice sfumatura linguistica, nulla più.

Se il vescovo si fosse limitato a discutere argomenti di carattere pastorale e non di valore semantico, forse noi non saremmo qui a districare quella che è a tutti gli effetti una balla storica con il preciso intento di infangare la Chiesa cattolica.

Viene dunque spontaneo chiedersi chi abbia inventato la leggenda. Forse, il primo che ne parlò fu il pastore protestante Johannes Leyser, con la sua opera del 1676 intitolata Polygamia triumphatrix. La bella storia inventata da Leyser piacque a quel mangiapreti di Pierre Bayle, che ne diede ampia eco. Anche il marchese De Sade, nel suo popolare romanzo Justine, citò l’episodio.

Grazie a loro, oggi nei dibattiti televisivi, nei libri di bassa lega e talvolta perfino nei saggi accademici fa la sua comparsa il fantomatico concilio di Macôn. Basta digitare su Google Books per avere un’idea della desolante diffusione di questo luogo comune. La “combinazione vincente” è poi nei testi dedicati ad una delle leggende preferite contro la Chiesa: quella della caccia alle streghe. Allora, per giustificare l’odio del cristianesimo contro la donna, viene giocata la carta del concilio di Macôn.

Occorre, a questo punto, fare una doverosa conclusione. Nessuna religione ha dato un ruolo di tale importanza alla donna, quanto quella cristiana. Non è questa la sede per una discussione teologica sull’argomento, ma basti il dato oggettivo: la figura di Maria nella storia e nella devozione popolare, la figura delle altre donne (Maria Maddalena, Marta…) del Vangelo, le religiose e mistiche elevate dalla Chiesa agli onori degli altari ed anche, talvolta, al grado massimo di “dottore della Chiesa”. La parità con l’uomo non è mai stata messa in discussione nei secoli: ma, qualcuno aveva vantaggio che si pensasse il contrario.

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